Problemi fuori

E' una convinzione che il carcere offra uno strumento che non ha eguali: la solitudine.
Proprio quella biasimata, condannata e fuggita solitudine...
il primo prblema che mi si è posto una volta fuori è stato quello dei ritmi. Il carcere ha dei ritmi molto lenti...dilatati.
...il mondo "libero" è frenetico, è conciso.
Vi è poi il problema di riappropriarsi dei propri affetti...le persone che ami sono cambiate...
i vecchi approcci non danno più gli stessi risultati.
... la fisicità... in carcere nessuno ti tocca e tu non tocchi nessuno.
Si perde il contatto fisico e quando lo si trova si fa una fatica a ripristinarlo...
La società... oggi non esiste più, l'anormale, il cattivo, l'immorale, oggi esiste "il deviante".
... le persone... ti accolgono con sospetto, diffidenza...paura.
...nel lavoro... sei solo una patata bollente che nessuno vuole sbucciare...
...bisogna rivedere tutto... M.S.


Il Progetto nasce per tentare di fornire una risposta articolata sul territorio, al bisogno di detenuti ed ex detenuti di affrontare un percorso di crescita e maturazione personale che si ponga l’obiettivo di un reinserimento sociale non meramente astratto. Questa finalità di integrazione è, invece, sovente difficoltosa da perseguire: nonostante il mondo penitenziario sia il contenitore di quel vasto panorama di marginalità a cui la società non ha saputo o potuto o voluto fornire un’adeguata risposta, istituzionale e non, il “pianeta carcere” viene vissuto a fatica come parte integrante del territorio; il legame di appartenenza al contesto comunitario sia del carcere sia dei soggetti in esso rinchiusi spesso è oscurato, quasi –volutamente- dimenticato. A nostro avviso, è invece importante che la società civile si attivi per ripensare il carcere come un servizio collocato all’interno di una rete di servizi, e si strutturi in modo tale da interagire con la realtà penitenziaria supportando le persone che vi sono rinchiuse, tanto durante il periodo di detenzione, quanto nel momento del ritorno alla società civile. E’, infatti, quest’ultimo il momento più critico, in cui si verifica la funzionalità, l’efficacia e la tenuta del percorso intrapreso: la fiducia nelle possibilità di recupero sociale di un soggetto proveniente dall’ambiente carcerario è stata espressa anche dal legislatore che -anche attraverso la previsione di benefici penitenziari e misure alternative alla detenzione- si è posto la finalità di trasformare la pena comminata in un periodo di riabilitazione sociale. In realtà, l’istituzione carceraria ha una funzione propedeutica ma non risolutiva: detenuti ed ex detenuti, proiettati nuovamente nella società civile, pur tentando di reinserirsi, vengono spesso ostacolati dai pregiudizi e dalla mancanza di un appoggio istituzionale funzionale ed efficiente. La solitudine, l’abbandono, la mancanza di legami affettivi significativi e l’assenza di modelli alternativi sani incidono negativamente sul percorso socio-riabilitativo: lo scopo dell’intervento educativo, fortemente perseguito all’interno degli Istituti Penitenziari, non deve essere vanificato proprio nel momento della sperimentazione della sua efficacia, cioè fuori dalle mura del Carcere. DESCRIZIONE DEL PROGETTO La vigile attenzione del territorio biellese ai bisogni essenziali di cui sono portatori i soggetti socialmente più deboli ha permesso di rilevare le molteplici problematiche che coloro che hanno vissuto e vivono un’esperienza di tipo detentivo devono affrontare usciti dall’Istituto Penitenziario. Il GOL della Provincia di Biella ha, quindi, elaborato un articolato progetto di supporto per (ex) carcerati, con l’obiettivo primario di contribuire a creare inclusione sociale e non nuova e ancor più umiliante ghettizzazione: a tale scopo, è stato pienamente condiviso ed appoggiato il Progetto “Cascina Aurora”, promosso già da tre anni dalla Cooperativa Sociale La Betulla. Acquistato un cascinale ai piedi della riserva naturale della Baraggia, La Betulla ha iniziato le attività di ristrutturazione di Cascina Aurora, con l’obiettivo di realizzare una struttura di accoglienza di detenuti ed ex detenuti (in misura alternativa o permesso premio o inseriti tramite i progetti finanziati dalla L.R. 45/95), in grado di garantire una soluzione abitativa, un lavoro (con l’avvio iniziale di tirocinio di formazione ed orientamento), uno spazio di confronto ed un supporto socio-educativo, finalizzati ad una progressiva e graduale (ri)acquisizione di competenze ed abilità sia sotto il profilo relazionale/affettivo sia sotto il profilo professionale/comportamentale. La finalità di aiuto agli ospiti per superare le difficoltà materiali, ricercare una diversa soluzione abitativa / lavorativa, affrontare con gradualità un percorso risocializzativo, la presa in carico di ciascun singolo caso di disagio sociale sarà congiunta e coordinata e vedrà coinvolti, accanto alla Cooperativa La Betulla, gli altri partner del Progetto -cioè i Servizi del territorio e l’Associazionismo locale. Cascina Aurora, però, non si limiterà ad essere mero centro di accoglienza: nel Progetto è prevista una realizzazione in progress di altri corpi- tasselli, con lo scopo di far convivere diverse attività complementari legate al trinomio agricoltura – paesaggio – turismo. Infatti, in ragione della sua fortunata collocazione, alla Cascina Aurora è stata riconosciuta anche la valenza di centro culturale e polifunzionale, con finalità turistiche e didattico-formative. Accanto alla struttura di accoglienza,. Le funzioni complementari individuate, che verranno realizzate a tappe, sono: 1.Punto ristoro differenziato: dal pasto completo alla “merenda sìnoira”, con particolare vocazione all’utilizzo di prodotti biologici in parte provenienti dall’attività agricola della Cascina. 2.Attività agricola nel pieno rispetto della vocazione dell’area in cui sorge la Cascina e quindi con una particolare attitudine alla produzione silvo-pastorale: in particolare, oggi risulta molto interessante investire su un allevamento caprino in stabulazione semi-libera, alla luce della oggettiva rusticità che caratterizza questi animali e dei pregiati prodotti caseari che essi producono. Con lo scopo di differenziare la produzione, si prevedranno strutture per ospitare animali da cortile. 3.Agriturismo con possibilità di pernottamento. 4.Struttura adibita a canile in grado di ospitare fino a 80 capi, alla luce del crescente bisogno da parte dei Comuni di convenzionarsi con impianti di questo tipo. 5.Spazio destinato a laboratorio didattico affinché la Cascina possa essere un punto di riferimento del turismo scolastico, in stretto rapporto con le scuole locali le quali sono sempre alla ricerca di luoghi agricoli autentici affinché i bambini possano vivere esperienze dirette di grande valore educativo. 6.Area esterna pic-nic per rendere la Cascina un punto di appoggio aperto a tutti. 7.Centro ippico con lo scopo di organizzare gite a cavallo, pensione equina e ippoterapia: l’attivazione della PET THERAPHY è contemplata per un periodo successivo al consolidamento delle altre attività. Le molteplici attività ed ambiti di intervento andatesi progressivamente strutturando nobilitano ulteriormente l’iniziativa, rendendola ancor più complessa ed innovativa: tale fisionomia, da un lato, garantisce molteplici opportunità di inserimento lavorativo per detenuti / ex detenuti; dall’altro lato, è funzionale al percorso di riqualificazione paesaggistica del luogo, di cui possano essere i protagonisti privilegiati anche gli ospiti della Cascina. FINALITA’ Le finalità che il Progetto si propone di raggiungere sono: fornire una risposta adeguata sul territorio biellese alle difficoltà di carcerati ed ex carcerati alle esigenze abitativa e lavorativa supportare gli ospiti della struttura in un percorso crescita in autonomia e di (re)integrazione nel tessuto sociale favorire lo strutturarsi di rapporti di rete sempre più collaborativi tra i Partner coinvolti (Istituzionali e non) diffondere protocolli congiunti e metodologie condivise di lavoro fra i Partner e non solo dare vita ad una realtà di accoglienza legata al territorio (=senso di appartenenza) e aperta verso la società grazie alle svariate attività produttive, commerciali e turistico-formative (=non ghetto, ma luogo effervescente e dinamico) offrire la possibilità a chiunque sia interessato di interagire con la struttura, di farne oggetto di studio o di prestare la propria opera di volontariatodocumentare i percorsi intrapresi per darne visibilità predisporre opportuni momenti di riflessione/condivisione allargata in un’ottica di miglioramento continuo e di facilitazione/stimolo di iniziative simili

Società Cooperativa Sociale LA BETULLA - Via Lamarmora 76 - 13856 Vigliano Biellese (BI) - P.IVA 01462570027